{"id":27,"date":"2016-01-16T12:28:58","date_gmt":"2016-01-16T11:28:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.relaisparcodelsubasio.it\/?page_id=27"},"modified":"2016-02-24T17:04:37","modified_gmt":"2016-02-24T16:04:37","slug":"visita-assisi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.relaisparcodelsubasio.it\/it\/visita-assisi\/","title":{"rendered":"Visita Assisi"},"content":{"rendered":"<p>Le origini della citt\u00e0 risalgono al periodo neolitico. Successivamente risent\u00ec dell\u2019influenza etrusca e romana e, in seguito, fu convertita al Cristianesimo sotto l\u2019azione del Vescovo e Martire San Rufino.<br \/>\nDivenne ghibellina all\u2019epoca dei comuni per poi soffrire lotte intestine ed assalti esterni con Gubbio e Perugia che la distrussero quasi completamente. Soltanto con l\u2019annessione al papato ritrov\u00f2 pace e desiderio di rinascita. E\u2019 comunque San Francesco a permeare oggi di s\u00e9 ogni angolo, ogni via, potremmo dire l\u2019aria stessa della citt\u00e0.<\/p>\n<h2>San Francesco d\u2019Assisi<\/h2>\n<p>San Francesco nasce ad Assisi nel 1182 e muore nel 1226. E\u2019 figlio di un ricco mercante di stoffe e conduce, da giovane, una vita spensierata e mondana. Noto a tutti per il suo coraggio partecipa nel 1202 allo scontro tra Assisi e Perugia; durante la battaglia viene catturato e tenuto prigioniero per pi\u00f9 di un anno.<br \/>\nNel 1205 torna ad Assisi e proprio mentre cerca il modo per realizzare la sua ispirazione a diventare cavaliere ha il primo sogno premonitore da cui capisce che lo aspetter\u00e0 un destino diverso da quello che aveva fino a quel momento sognato.<br \/>\nFrancesco inizia un lungo periodo di solitudine, di meditazione e di preghiera e si dedica ben presto ad opere di carit\u00e0 tra i lebbrosi. Nel 1206 rinuncia all\u2019eredit\u00e0 paterna e, dopo aver avuto una visione di San Damiano che gli ordinava di restaurare la chiesa a lui dedicata, comincia ad impegnarsi nella ricostruzione di edifici di culto in rovina.<br \/>\nDedica gli anni successivi della sua vita alla predicazione ed alla cura incessante dei poveri e dei lebbrosi per le vie della citt\u00e0 e nei boschi del Monte Subasio. Raggruppa ben presto intorno a s\u00e9 i primi confratelli che scelgono come loro prima sede la chiesetta della Porziuncola a Santa Maria degli Angeli. Nel 1210 l\u2019ordine venne riconosciuto da papa Innocenzo III.<br \/>\nFrancesco, spinto dal profondo desiderio di testimoniare Cristo, non si ferma ad Assisi ma, nel 1219, si reca fino in Egitto, dove predica davanti al sultano senza per\u00f2 riuscire a convertirlo ed in Terra Santa.<br \/>\nRientrato ad Assisi, durante la notte di Natale del 1223, a Greccio, volle rievocare la nascita di Ges\u00f9, facendo una rappresentazione vivente di quell&#8217;evento. \u00c8 da questo episodio che ebbe poi origine la tradizione del presepe.<br \/>\nNel 1224 si ritira sul monte della Verna e dopo 40 giorni di digiuno e sofferenza affrontati con gioia, ricevette le stigmate, i segni della crocifissione.<br \/>\nFrancesco venne poi riportato ad Assisi, dove rimase per anni segnato dalla sofferenza fisica e da una cecit\u00e0<br \/>\nquasi totale che per\u00f2 non riuscirono ad indebolire quell\u2019amore per Dio e per la creazione espresso nel Cantico di frate Sole.<br \/>\nIl Cantico di Frate Sole o Cantico delle Creature viene probabilmente composto nel 1225 ed in esso si esprime con profondo vigore ed intensit\u00e0 tutto l\u2019amore di Francesco per la natura e per il creato.<br \/>\nFrancesco, che \u00e8 patrono d\u2019Italia, venne canonizzato nel 1228 da papa Gregorio IX.<br \/>\nIl 25 maggio 1230 la sua salma fu trasferita dalla chiesa di San Giorgio e tumulata nell&#8217;attuale Basilica Inferiore.<br \/>\nViene sovente rappresentato nell\u2019iconografia tradizionale nell\u2019atto di predicare agli animali o con le stigmate.<\/p>\n<h2>La Basilica Superiore<\/h2>\n<p>La Basilica Superiore di Assisi \u00e8 la chiesa posta al di sopra della Basilica Inferiore, con la quale forma l\u2019insieme della Basilica di San Francesco d\u2019Assisi.<br \/>\nLa Basilica fu iniziata nel 1228 da Gregorio IX e conclusa nel 1253 da Innocenzo IV, con le maestranze dei migliori architetti, decoratori e pittori dell\u2019epoca. La Basilica Superiore, che fu importante nella diffusione del gotico in Italia, fu predisposta per diventare una meta di pellegrinaggio e devozione popolare.<br \/>\nLa struttura abbastanza semplice che si intendeva dare all\u2019inizio fu quindi modificata quasi subito secondo linee pi\u00f9 maestose, ispirandosi in parte all\u2019architettura romanica lombarda, con nuove suggestioni gotiche legate agli edifici costruiti dall\u2019ordine cistercense. L\u2019esterno, dalla relativa semplicit\u00e0 romanica con qualche elemento gotico, era diverso dall\u2019interno, dove prevale la vivace policromia e le slanciate forme gotiche.<br \/>\nLa Basilica presenta un\u2019unica navata centrale divisa in quattro campate con transetto e abside poligonale. La copertura \u00e8 con volte a crociera.<br \/>\nNel braccio sinistro della crociera, sulla parte opposta a quella dell\u2019abside c\u2019\u00e8 la crocifissione, una delle pi\u00f9 drammatiche e potenti opere di Cimabue, seguite da cinque scene apocalittiche. Nell\u2019abside gli affreschi di Cimabue e, pi\u00f9 sotto, lo stupendo coro ligneo intagliato ed intarsiato, in forme gotico-rinascimentali, opera di Domenico Indivini e Severino Marche.<br \/>\nNel bracco destro della crociera si notino i deperiti affreschi di Cimabue con la vita di San Pietro; nella crociera l\u2019altare maggiore del 1253 e nella volta affreschi di Cimabue coi 4 evangelisti.<br \/>\nNella navata, alla volta, 4 medaglioni con Ges\u00f9, Maria, il Battista e San Francesco, di Jacopo Torriti; alle pareti 34 affreschi con storie del Vecchio Testamento e del Nuovo, del Cimabue. Al di sotto del ballatoio lo stupendo ciclo di 28 affreschi con la \u201cVita di San Francesco&#8221; , di Giotto tranne le ultime tre scene attribuite al maestro di Santa Cecilia.<br \/>\nLa facciata della Basilica Superiore ha un portale gemino con doppia rosa e simboli degli evangelisti a rilievo.<br \/>\nSul lato sinistro c\u2019\u00e8 la loggia delle benedizioni, del 1607; il campanile quadrangolare \u00e8 rivestito da cornici ed archetti e corso verticalmente da sottili lesene con cella campanaria aperta da tre arcate.<\/p>\n<h2>La Basilica Inferiore<\/h2>\n<p>L\u2019ingresso della Basilica Inferiore di San Francesco d\u2019Assisi \u00e8 collocato sul lato sinistro della navata. Vi si accede attraverso un gotico portale duecentesco, riccamente scolpito e ornato a mosaico, il cui rosone \u00e8 assai decorato. Il portale \u00e8 preceduto da un protiro rinascimentale del 1497. L\u2019interno ha una navata divisa a cinque campate dalle basse arcate a tutto sesto rette da tozzi pilastri. A sinistra c\u2019\u00e8 la \u201cCappella di San Sebastiano\u201d, seguita dalla ogivale \u201cCappella di Sant\u2019Antonio Abate\u201d, poligonale, dalla cui porta si accede al cimitero con tombe trecentesche. In fondo, a destra, c\u2019\u00e8 la gotica cappella poligonale di Santa Caterina dai bianche marmi alternati ad altri rossi, eretta da Gattapone da Gubbio per ordine del Cardinale Albornoz, sepolto qui nel 1367.<br \/>\nAlle pareti scene della santa e ritratto del Cardinale. Bellissime le vetrate con i 18 santi delle bifore. La navata presenta affreschi del cosiddetto \u201cMaestro di San Francesco\u201d. Le volte a crociera con stelle sono interrotte da costoloni dipinti del XIII secolo.<br \/>\nA met\u00e0 della navata due scalette scendono sino alla cripta ove riposa il corpo di San Francesco, posto in una semplice urna di pietra insieme ai compagni Leone, Rufino, Masseo ed Angelo. Tornando nella navata si visitano le cappelle laterali ed in particolare la terza di destra i cui migliori affreschi sono di Giotto. L\u2019altare maggiore gotico decorato con colonne dai capitelli floreali e nelle quattro vele delle volte si notano celebri affreschi di un valentissimo discepolo di Giotto, detto \u201cMaestro delle Vele\u201d con l\u2019allegoria della Povert\u00e0, della Castit\u00e0, Obbedienza, fino all\u2019Apoteosi di San Francesco.<br \/>\nNel braccio destro della crociera la volta \u00e8 interamente coperta da affreschi di Giotto. Nel fondo si apre la gotica \u201cCappella di San Nicola\u201d; nell\u2019abside semicircolare a tre finestre \u00e8 un bellissimo coro ligneo goticizzante eseguito da vari artisti del XV secolo, mentre il \u201cGiudizio Universale\u201d delle pareti \u00e8 di Cesare Sernei (1623).<br \/>\nIl braccio sinistro della crociera rivela interessanti affreschi di Pietro Lorenzetti e, nella prima cappella di sinistra, si osservino gli affreschi di Simone Martini, capolavoro di misticismo e grazia.<br \/>\nLa sagrestia manifesta il grande affresco con la \u201cMadonna con Bambino in trono, angeli e i SS. Francesco e Chiara, opera di artista umbro del XIV s.<\/p>\n<h2>Convento e Chiesa di San Damiano<\/h2>\n<p>Il Convento di San Damiano conserva gran parte delle strutture duecentesche. Qui San Francesco, secondo la tradizione, nel 1205 ud\u00ec la voce di Ges\u00f9 che gli disse di restaurare la Chiesa. Nel piazzaletto, a destra, c\u2019\u00e8 un affresco del XV secolo e, di fronte, la rustica facciata della Chiesa con una porta alta, da cui si tramanda, nel 1241 Santa Chiara si mostr\u00f2 con l\u2019ostensorio davanti ai Saraceni mettendoli in fuga.<br \/>\nL\u2019interno della Chiesa \u00e8 ad unica navata con profondo coro. A destra si osservi la finestrella dalla quale, si dice, il prete dell\u2019oratorio avesse gettato i danari raccolti da San Francesco ricavati dalla vendita delle stoffe di suo padre.<br \/>\nAll\u2019altare maggiore vi \u00e8 una copia del Crocifisso che parl\u00f2 a San Francesco. L\u2019originale \u00e8 presso la Chiesa di santa Chiara.<\/p>\n<h2>Tempio di Minerva<\/h2>\n<p>Il tempio risale al periodo tardo repubblicano, cio\u00e8 al I sec. a. Cristo. Fu eretto dai quattuorviri Gneo Cesio e Tito Cesio Prisco a loro spese, ma probabilmente non fu dedicato a Minerva, come si pens\u00f2 in seguito al ritrovamento di una statua femminile, bens\u00ec ad Ercole, di cui si \u00e8 trovato una lapide votiva.<br \/>\nLa facciata \u00e8 sorprendentemente ben conservata, ancora nello stato originale, con le sue sei colonne scanalate, con capitelli corinzi, che poggiano su dei plinti che, per mancanza di spazio, sono collocati sulla scalinata che si inoltra nel pronao. Nel 1539 nella sua cella a pianta rettangolare, si costru\u00ec la chiesa di S. Maria sopra Minerva , ulteriormente modificata in stile barocco nel XVII secolo.<\/p>\n<h2>Palazzo del Capitano del Popolo<\/h2>\n<p>Costruito tra il 1212 e il 1305, \u00e8 il primo palazzo pubblico che si insedia nella piazza del Comune, a ridosso del tempio. Nella sua facciata sono murati le misure per la seta, il lino e la lana, ma anche le sagome dei mattoni e delle tegole per l\u2019edilizia. Nel primo riquadro del ciclo di San Francesco nella chiesa superiore si nota che la Torre del Popolo manca ancora della sua parte terminale, finita solamente nel 1305. Un restauro del 1927 ha piuttosto sfalsato l\u2019aspetto originario del palazzo.<\/p>\n<h2>Chiesa di Santa Maria Maggiore<\/h2>\n<p>La Chiesa di Santa Maria Maggiore risale all\u2019XI-XII secolo ma \u00e8 stata costruita sulle rovine di un edificio ancora precedente. La semplice facciata, che reca un\u2019iscrizione del 1163, \u00e8 suddivisa in tre comparti da lesene. L\u2019interno suddiviso in tre navate conserva nella navata centrale, nell\u2019abside semicircolare e nella sagrestia resti di affreschi del XIV e XV secolo. A destra dell\u2019ingresso \u00e8 presente un sarcofago tardo medievale del IX secolo. Dalla cripta (della chiesa precedente) un passaggio conduce nella cosiddetta Casa di Properzio, dove in un criptoportico si sono conservati dipinti murali nel Stile Pompeiano. Dall\u2019adiacente giardino si vedono i resti della cinta muraria romana, in blocchi calcari del Subasio, sovrapposta da quella medievale. Nonostante il trasferimento della cattedrale a San Rufino nel 1036, il Palazzo Vescovile, a destra della chiesa, dove S. Francesco rinunci\u00f2 ai beni paterni, \u00e8 sempre rimasto al suo posto.<\/p>\n<h2>Chiesa di Santa Chiara<\/h2>\n<p>La Chiesa di Santa Chiara risale al 1257 e ripete la parte superiore della Basilica di San Francesco. Tipica \u00e8 la facciata a filari bianchi e rosa divisa da cornici con portale gotico e ghiera poggiante su due leoni. Elegantissima la rosa a due giri di colonnine ed archetti: il campanile quadrato e cuspidato \u00e8 stato realizzato con bifore e grandi monofore. Il gotico interno a croce latina \u00e8 ad unica navata diviso in quattro campane da archi e contiene opere di altissimo valore come il crocefisso dell\u2019abside.<\/p>\n<h2>La Rocca Maggiore<\/h2>\n<p>Documentata per la prima volta nel 1174, la Rocca era stata costruita come castello feudale tedesco. Federico di Svevia, il futuro imperatore Federico II vi pass\u00f2 alcuni anni della sua infanzia (fu infatti battezzato ad Assisi nel 1197, all\u2019et\u00e0 di tre anni), affidato alle cure di Corrado di Urslingen. Un anno pi\u00f9 tardi, nel corso di alcuni moti popolari indipendentisti, la Rocca fu distrutta dagli Assisani. Soltanto nel 1367 il Cardinale Albornoz la ricostru\u00ec riutilizzando le mura merlate esterne occidentali e parti delle mura interne. Nel 1458 Jacopo Piccinino, fece costruire il torrione dodecagonale e il lungo muro di collegamento; Papa Sisto IV restaur\u00f2 il mastio nel 1478 e Paolo III fece erigere nel 1535-38 il torrione circolare vicino all\u2019ingresso. La Rocca Maggiore presenta una struttura a cinta trapezoidale con torri angolari che racchiudono il cassero quadrilatero ove si eleva l\u2019alta torre quadrata del mastro, da cui si abbraccia un\u2019ampio panorama.<\/p>\n<h2>Basilica Santa Maria degli Angeli<\/h2>\n<p>La Basilica di Santa Maria degli Angeli fu costruita nel 1569 su disegno di Galeazzo Alessi. E\u2019 di imponenti dimensioni (\u00e8 la settima in ordine di grandezza fra le chiese cristiane) e forse poco si addice ai dettami di semplicit\u00e0 francescani, fu per\u00f2 necessaria per accogliere le masse dei pellegrini in visita alla Porziuncola, la primitiva Cappella di Santa Maria degli Angeli che San Francesco ricevette in dono dai Benedettini del Subasio.<br \/>\nNella Basilica si noti \u201cIl Calvario\u201d del Perugino, vari affreschi dello Spagna e sopra, all\u2019ingresso della sagrestia, una stupenda \u201cAnnunciazione di Federico Barocci\u201d. Nella cripta si notino i resti della \u201cCasa Comune\u201d, centro di raduno dei minori nei loro primi anni istituzionali. Il \u201cRoseto\u201d senza spine \u00e8 tale da quando San Francesco ci si gett\u00f2 sopra per penitenza, mentre nella \u201cCappella del Transito\u201d si pu\u00f2 vedere la cella dove il Santo mor\u00ec il 4 ottobre 1226.<br \/>\nNel piccolo museo bernardiniano c\u2019\u00e8 una croce dipinta da Giunta Pisano ed un ritratto del Santo risalente al XII secolo.<\/p>\n<h2>Eremo delle Carceri<\/h2>\n<p>L\u2019Eremo delle Carceri \u00e8 un Convento, edificato da San Bernardino da Siena nel 1400, che si trova immerso nella fitta selva del Monte Subasio. In questo luogo San Francesco era solito ritirarsi per pregare con i suoi discepoli. Si trova ad un\u2019altitudine di 791 metri. Graziosissima la chiesetta con la \u201cCrocifissione\u201d di Giovanni di Corruccio ed una \u201cMadonna col Bambino\u201d di Tiberio d\u2019Assisi.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini della citt\u00e0 risalgono al periodo neolitico. 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